The Church of Emacs: Richard Stallman

Alle tante chiese che si fronteggiano, anche a colpi di morti, in questi giorni, io preferisco di gran lunga quella di Emacs.
Ne è umile sacerdote il laico e libertario Richard Stallman, il genio più refrattario alle canonizzazioni e al pensiero unico - religioso o politico o informatico che sia.
Sentite le campane che suonano?
“Benedico i vostri computer, figlioli…”
Fate un salto su Tele|blogo: oggi Stallman lo vedete lì.
Prima, se n’avete voglia, leggete ’ste quattro righe sotto:
“Se si vietasse di dubitare della filosofia di Newton, gli esseri umani non potrebbero sentirsi così certi della sua verità così come lo sono. Le nostre convinzioni più giustificate non riposano su altra salvaguardia che un invito permanente a tutto il mondo a dimostrarle infondate”
Così scriveva John Stuart Mill nel 1859, quando quella di Newton era la scienza per antonomasia.
(tratto da “Di nessuna chiesa - La libertà del laico” di Giulio Giorello)
Link diretto alla media page (.mov, 39.6 Mb, durata: 5 minuti e 47 secondi)
febbraio 23rd, 2006 at 14:10
come al solito mi dispiace ma quelli di teleblogo (ma soprattutto quelli dell’opensourcelabs!) confondono software libero e software open source. e la differenza non è un dettaglio. il software libero è quello che rispetta le 4 libertà della GPL di Stallman ed è quindi una filosofia di distribuzione e condivisione di conoscenza. Il movimento “open source” invece enfatizza un sistema di scrittura di codice, un modo per scrivere programmi basato sulla condivisione del codice sorgente. Mentre Stallman fa una battaglia per un mondo migliore (dato che la sua filosofia si può “esportare” anche in altri ambiti), a quelli dell’open source interessa il lato strettamente tecnologico. E’ chiaro che i due movimenti non sono incompatibili, ma mettono l’accento su questioni differenti. E’ altresì chiaro che uno implica l’altro (SL => OS), ma non viceversa.
E, per chi ha studiato un po’ di logica matematica, scambiare le implicazioni per bi-implicazioni è un errore molto grave. Che purtroppo facciamo molto spesso nel quotidiano (e lo fanno soprattutto tutti i politici, fregando la gente). Pensate che in certi ambienti di programmazione l’operazione di girare tutte le implicazioni in bi-implicazioni si dice “assunzione di mondo chiuso”. Non è buffo? Ma è il mondo nel quale i pochi al potere pretendono di far restare tutto il resto della popolazione. In un mondo chiuso, incarcerati in pratica, con una bella televisione al posto della finestra.