La turbogas? No, grazie.

No all turbogas a Teramo
Il Comune di Teramo vorrebbe far costruire – in accordo con la SHITE GLOBAL – una centrale turbogas, una centrale termoelettrica da 980 MW (980.00 KW) che brucia metano per la produzione di energia elettrica.
Potrebbe accadere in contrada Cortellucci, un luogo i cui i vincoli ambientali e paesaggistici non lo permettono, impattando un ambiente a cui l’impianto imporrebbe un radicale cambiamento del microclima (per dirne solo una: il fiume Vomano – che già subisce forti capzioni d’acqua per alimentare il grande sistema di centrali idroelettriche – riceverebbe, anche in pieno inverno, immissioni di acqua a 28 gradi centigradi).
Di motivi per dubitare e essere contrari alla costruzione della centrale ce ne sono molti altri e l’autorganizzatosi Comitato cittadino per uno sviluppo sostenibile di Teramo li ha ben spiegati, facendosi così portatore e sensibilizzatore di una civilissima contestazione al progetto e a un tipo di sviluppo che non metta al primo posto il rispetto dell’ambiente e della salute.
Le loro ragioni – che noi appoggiamo e condividiamo – potete leggerle di seguito al video girato ieri sotto il municipio della città, intervistando alcuni appartenenti al comitato in attesa della fine del consiglio comunale straordinario – il cui ordine del giorno era “Costruzione di una centrale Turbogas da 980 Mw in Comune di Teramo”.

Perché il no alla turbogas.


1) Perché la scelta non è condivisa da molti comuni

Nessun cittadino è stato coinvolto. Quelli di Teramo sono stati informati da un intervento del sindaco di Teramo dello scorso 8 settembre, quando l’ipoesi di accordo fra Comune e la società SHITE GLOBAL era giunto praticamente in porto.

2) Perché l’opera non tiene conto degli strumenti urbanistici di pianificazione e programmazione del territorio.
Per realizzarla sarebbero necessarie tre insostenibili varianti
– al Piano Regionale Paesistico, il più restrittivo;
– al Piano Territoriale Provinciale al quale vengono affidate “aree ed oggetti di interesse bio-ecologico”;
– al Piano Regolatore Generale del Comune di Teramo che indica quella della futura centrale come area “agricola normale” dove non sono realizzabili certi impianti.

3) Perché non viene rispettato il Piano dell’assetto idrogeologico regionale.

secondo questo piano l’area non consente alcun insediamento di strutture immobili e mobili. Si tenta di forzare/modificare gli strumenti di pianificazione-programmazione che le amministrazioni si erano date attraverso processi democratici e partecipati.

4) Perché viola la “Rete Natura 2000” istituita dall’Unione europea.
Infatti l’insediamento della centrale è incompatibile con i tre S.I.C. (Siti di Interesse Comunitario) che riguardano precise zone dei fiumi Vomano, Tordino e Mavone e con la Z.P.S. (Zona di Protezione speciale) del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.

5) Perché la centrale causerà un radicale cambiamento del microclima e non è stata effettuata una valida “relazione sulla valutazione di incidenza ambientale”.
L’immissioone di acqua a 28° nelle acque del Vomano, anche in pieno inverno, la produzione di enormi quantitativi di vapore acqueo e anidride carbonica arrecheranno bruschi e irrecuperabili cambiamenti alla flora e alla fauna del posto, stravolgendo l’ecosistema attuale (territorio ai confini del Parco)

6) Perché l’Abruzzo già produce ed esporta energia elettrica veso le regioni confinanti e non ha bisogno di questa energia.

In particolare la regione Lazio e a beneficio di tutto il centro-sud al quale fornisca la cosiddetta “energia di punta”, quando la richiesta è massima e le produzioni delle regioni confinanti non riescono a soddisfare la domanda. A tal scopo viene utilizzata la produzione degli impianti del Vomano, del Liri, del Sangro, Aventino e Verde.
Cose da tenere ben presenti nella valutazione del deficit import/export dell’Abruzzo rispetto alle regioni confinanti.

7) Perché il Vomano ha già subìto grandi e pesanti captazioni per alimentare il grande sistema di centrali idroelettriche.
Si è fatto ricorso ad un massiccio prelievo dalle portate d’acqua delle sorgenti in quota del Gran sasso e della Laga, con l’impiego di “canali di gronda” per oltre sessanta chilometri e degli sbarramenti dei fiumi con una importante perdita di naturalità di quei territori.

8) Perché bruciare così tanto metano produrrà molto inquinamento.

Quest’impianto termoelettrico a “ciclo combinato con post-combustore” durante un funzinamento medio di 8000 ore l’anno, divorerà quantità enormi di metano (libico-algerino) pari ad un miliardo e 600 milioni di metri cubi! 200.000 metri cubi l’ora! Tredici volte di più del massimo assorbimento invernale di una città di 52.000 abitanti come Teramo, che va dai 15.000 ai 16.000 metri cubi l’ora! (In estate Teramo assorbe mediamente 2500 metri cubi l’ora)

9) Perché l’impianto produrrà polveri sottili molto pericolose per la salute dei cittadini.
Non solo la valalta del Vomano, ma anche aaltri territori, anche molto distanti, verranno coinvolti con l’emissione delle polveri attraverso le due ciminiere di 80 metri (alte più di un palazzo di 26 piani). La centrale produrrà in un anno centinaia di tonnellate di queste polveri, chiamate in gergo “particolato”. Questo viene classificato in 4 tipi: l’ultragrossolano (che in questo caso non ricorre), grossolano PM 10, fine PM 2,5 e ultrafine PM 0.1. Gli ultimi due invisibili, impalpabili, sono capaci di salire in alta atmosfera e spandersi per migliaia di chilometri quadrati, combinandosi con sostanze esistenti in quota e creando imprevedibili nuovi composti. Insidiosissimi e molto pericolosi per la natura umana, non solo durante l’assunzione diretta mediante respirazione: arrivando sino ai bronchi possono causare malattie croniche e forme tumorali alle vie respiratorie.

10) Perché il progetto non considera affatto i danni provocati dalle polveri.
Infatti queste polveri per i redattori del progetto sono inesistenti, esattamente il contrario di quanto ampiamente ed autorevolmente dimostrato dai ricercatori del CNR e confermato da una vasta letteratura scientifica internazionale.

Per tutti questi motivi firma e fai firmare contro la turbogas.
Maggiori info scrivendo a questo indirizzo di posta elettronica: noallaturbogas/at/virgilio.it

Altri link d’approfondimento:
il parere del responsabile del Gruppo Energia del WWF Abruzzo,
quello dei Conferenza dei sindaci, dalla Consulta dei presidenti delle Comunità montane, critici e contrari e al progetto così come l’Amministrazione Provinciale ,
un approfondimento sui particolati prodotti dalle centrali turbogas da una ricerca dell’Istituto Chimico per la sintesi orgnaica del Cnr.



8 Comments

  1. Su Kinobit: “La turbogas? No, grazie.”

    (appello ai lettori: seguite il link e diffondete) Il Comune di Teramo vorrebbe far costruire – in accordo con la SHITE GLOBAL – una centrale turbogas, una centrale termoelettrica da 980 MW (980.00 KW) che brucia metano per la produzione

  2. Alessandro Frattaroli wrote:

    Dobbiamo bloccare la realizzazione della turbogas che potrebbe portare ingenti danni all’ambiente, alla salute dell’uomo e degli animali.
    Ho assistito al consiglio comunale straordinario che ha trattato dell’argomento, la minoranza ha portato documenti e ricerche sul tema, la maggioranza che si sta adoperando per la realizzazione della turbogas solo CHIACCHIERE!!!
    Molto grave è stato il fatto che il sindaco di teramo ha presentato al consiglio il progetto quando era già giunto in porto sottraendosi al dibattito politico che è alla base di ogni moderna democrazia. Inoltre non si è presentato neanche alla conferenza dei sindaci della vallata in cui era presente anche il presidente della provincia che trattava dell’argomento, la stessa conferenza ha elaborato un parere negativo dei sindaci sulla realizzazione all’UNANIMITA’!!!!

  3. Strelnik wrote:

    Grazie, Marco, anche per il rilancio su Nessuno.tv;
    speriamo che il video serva a far aumentare la partecipazione attiva di quei cittadini che non vogliono subire decisioni dall’alto, specie quando quest’ultime potrebbero rivelarsi pericolose per la salute e la qualità della vita della collettività.

    Da testardo ottimista della volontà credo ancora che più persone sapranno, più le ragioni di chi è contrario a vendere salute e ambiente prevarranno.

  4. Alessandro e Roberta wrote:

    Da cittadini preoccupati,membri del Comitato, ribadiamo il nostro NO alla TURBOGAS, affinchè si possa salvaguardare il territorio a cui siamo orgogliosamente legati e la salute che certamente non ha prezzo. Fieri inoltre di pensare che il nostro futuro possa puntare ancora al turismo e ad uno sviuppo ecosostenibile.

  5. Bruno wrote:

    era prevedibile che ci avrebbero riprovato altrove. ci provarono, infatti, più di un anno fa, a montorio al vomano, per iniziativa dell’amministrazione di quel comune, che aveva deliberato, tra l’altro, l’assegnazione dei lotti e l’accordo stipulato tra il sindaco e la società (la Power Consulting Company, con sede a Londra).
    ma la popolazione, a furor di popolo, si può dire, costrinse alla fine l’amministrazione a revocare la deliberazione assunta al riguardo, dopo un periodo di iniziative di lotta, di dibattito e di raccolta di migliaia di firme sotto una petizione. il sito su cui doveva sorgere la centrale della Power Consulting Company era stato scelto per la sua strategica collocazione, molto economica per la società. infatti da quelle parti, a pochi metri dall’area prescelta, passano i tralicci ad alta tensione dell’Enel, il metanodotto e il fiume vomano.
    guarda caso, anche il sito su cui l’amministrazione comunale di teramo vuole consentire la realizzazione della mostruosa centrale di 980 megawatt, gode di una altrettanto strategica collocazione molto economica per la società (come qualche amministratore ha avuto l’impudenza di ammettere). sfido io! si trova solo a poche centinaia di metri dall’altro sito scelto per la Power C. C., poco al di là del confine di montorio, sull’altra sponda del fiume, che segna il confine tra i comuni.
    è l’ora che i montoriesi si sveglino. adesso è chiaro che allora non si trattava di limitarsi a “dire no alla centrale di montorio” come v’era stato chiesto di fare. bensì di dire no anche al tentativo, prevedibile, di realizzarla in un altro dei siti previsti tutt’intorno a montorio, fra i quali molto appetibile quello attualmente scelto dal comune di teramo.
    un grazie sentito agli autori di questo splendido sitoweb e all’ottimo servizio sulla manifestazione di teramo.
    alla lotta! No alla Turbogas!

  6. PANTERA wrote:

    CHI HA COMMISSIONATO LO STUDIO DI AMBIENTE ITALIA PER INDIVIDUAE EVENTUALI SITI IDONEI PER INSTALLARE CENTRALI TURBOGAS?

  7. Maurizio Angelotti wrote:

    La mia posizione sulla centrale Turbogas è nota a tutti. Vi invito ad esprimere la vostra anche sul sito http://www.teramonews.com dove è in corso un sondaggio. Saluti a tutti.