Lager Jasenovac: raw fragment
febbraio 21st, 2007Questo raw fragment, uno di quelli che ho postato su You Tube a corredo del mio viaggio fra Croazia, Serbia, Ungheria e Rupubblica Ceca, mostra quel che non è rimasto del campo di concentramento di Jasenovac. Nonostante il lager sia segnalato come luogo dove trovarono la morte 700mila persone fra il 1941 e il 1944 persino dall’USHMM, la volontà di rimozione della memoria, è immutata a Zagabria e dintorni da quando il presidentissimo Tudjman decise di rifondare la nuova Croazia (sì, quella che si accoda per far ingresso in Europa) sullo stampo della Croazia nazista di Pavelić. La morte di Tudjman non ha cambiato granché. La moneta con cui si paga in Croazia, la kuna, porta lo stesso nome della kuna d’epoca nazista; la bandiera croata, la šahovnica, è quella che sventolava mentre i serbi, gli ebrei, i rom e gli “oppositori” venivano massacrati in loco o deportati ad Auschwitz.
Non avevo previsto, partendo per i 30 giorni di viaggio, di filmare nulla: non ho un’attrezzatura che possa definirsi decente. Avevo previsto un taccuino [si chiama, ora, "Quadri verso Est", lo si può leggere a segmenti sul mio blog (0: Jasenovac 1: Novi Sad, 2: Belgrado, 3: Pannonia, 4: Budapest, 5: Belgrado, 6: Praga, 7: Belgrado, 8: non-luogo, 9: Belgrado, 10: Zagabria, 11 e ultimo) o downloadare in .pdf da qui] e un reportage fotografico di circa 300 immagini in bianco e nero. E’ stato andare a Jasenovac, essere a Jasenovac, nel nulla più assoluto di un’alba ghiacciata e silente (non un museo, non un centro informazioni, non un istituto culturale) a farmi sentire l’urgenza di cliccare il tasto record video. Per quanto artigianale sia, credo renda più efficace il mio racconto. La rimozione della memoria e la negazione dell’Olocausto cominciano a Jasenovac. Ne scrivo mentre in Croazia un’azienda in queste settimane produce e distribuisce nei bar bustine di zucchero: illustrate dalla faccia severa di Hitler, e corredate da slogan antisemiti.
1775, all’alba della rivoluzione che generò gli Stati Uniti d’America.
“Four legs good, Two legs bad.”