Un giorno, due giorni - Video racconto
novembre 28th, 2006
Abbiamo un aspetto malsano. Le nostre orecchie sono piene di cerume. Parliamo a bassa voce e usiamo frasi brevi. Tendiamo ad essere gentili. Tuttavia serbiamo odio.
La mattina torniamo a casa e guardiamo la televisione. Sono le otto e undici minuti. Blocchiamo la trasmissione sul primo canale che invia un segnale pulito e ascoltiamo. Le televisioni pubbliche trasmettono i cartoni animati. Sono per lo più storie banali e poco coinvolgenti con protagonisti rane, topi, lucertole e dinosauri. C’è sempre qualcuno che cerca di mangiare qualcuno. Ci stendiamo sul letto. Regoliamo la temperatura interna con il condizionatore e chiudiamo le finestre. Creiamo il vuoto pneumatico nella stanza. Mettiamo un lenzuolo leggero sopra il petto per evitare l’impatto con l’aria fredda che cade dall’alto. Le nostre dita stanno diventando sottili come le cannucce delle penne bic. Chiudiamo gli occhi.
(Hotel Messico, Un giorno, due giorni)
Voi gli occhi aprìteli perché in questo video racconto le parole del Direttore poggiano su una scia di immagini notturne viste da una macchina che gira per queste strade metropolitane, napoletane e arancioni.
A casa ci aspettano le tagliole sotto al letto: il sonno ci si troverà impigliato per pochi minuti.
Ci risvegliamo. Sono le nove e dodici. Sono le nove e quarantasette. Sono le dieci e undici. Sono le dieci e ventidue.
La voce è del Direttore (le immagini e il montaggio sono di Cattive Inclinazioni?)
La