giugno, 2006

Jericho’s Echo: Punk Rock in the Holy Land

giugno 29th, 2006

“L’etica punk si è guadagnata una buona rilevanza in Israele, proprio lì dove i componenti d’una band hanno spesso due sole possibilità di scelta: imbracciare una chitarra o un fucile. Come il paese stesso, la scena punk israeliana è giovane, piccola e appassionata. Le band hanno credi politici differenti, ma condividono tutte la stessa lotta per la libertà in una nazione dove si sentono strette tra leggi religiose, occupazione militare e una situazione politica esplosiva.”

Liz Nord
, documentarista di San Francisco, parla così del suo “Jericho’s Echo”, un documentario - purtroppo non distribuito in Italia, ma in giro per alcuni festival in Svezia e Polonia il mese scorso - sulla scena punk nello stato di Israele.
Jericho\'s Echo: Punk Rock in the Holy Land
E’ andata che nel 1998 Liz ha incontrato una punk band israeliana in tour negli Stati Uniti - gli Useless I.D. e da lì è nata l’idea di un viaggio in Israele per documentarne la scena punk. Un blog, appositamente nato, testimonia giorno per giorno la permanenza in Israele, risultando utilissimo per comprendere la vita quotidiana d’un punk in medio oriente.
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Il mio primo dopoguerra

giugno 28th, 2006

“Piante e animali sono condannati alla vita.
L’uomo, è condannato alla storia.
E trascina gli altri sistemi con sè,
in un mondo politico.

Ma c’è una cosa che abbiamo dovuto apprendere:
la storia, non solo
non è maestra della vita;
non è neanche bidella.”

Son queste le prime parole che leggerai in apertura di “Il mio primo dopoguerra - Cronache sulle macerie: Berlino Ovest, Beirut, Mostar” di Massimo Zamboni, \"Il mio primo dopoguerra\" Reading-concerto di Massimo Zambonigià fondatore dei CCCP e dei CSI e attivissimo sia in ambito musicale (Sorella sconfitta) che letterario (”In Mongolia in retromarcia” a 4 mani con Giovanni Lindo Ferretti e “Emilia Parabolica“)

Un libro in cui si parla del Muro, di Kafka e di una città che ha ammucchiato i propri detriti, partendo dal 13 agosto 1961 e rivisto con gli occhi di un punk dell’Emilia sanamente febbricitante di Tuwat in quell’enclave di ‘Cenzi, turchi, case occupate e Kraftwerk che fu la Berlino anche di Massimo B. Setzer.
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Democracy Now! e il manifesto: una proposta

giugno 27th, 2006

Mercoledi scorso m’ha scritto Franklin Lopez - già fondatore di SubmediaTV e ideatore e movimentatore di progetti collettivi e mediattivisti.
Mi chiedeva se potevo indicargli alcuni gruppi musicali italiani che fossero anche impegnati politicamente e mi preannunciava che il giorno dopo avrebbero avuto come ospite in studio Giuliana Sgrena de “il manifesto” per la prima volta in America dopo l’omicidio politico di Calipari (nell’intervista linkata alla fine del post Giuliana dice, tra le altre cose, che vorrebbe incontrare Lozano, il soldato che uccise Nicola Calipari)
Franklin adesso lavora a New York per Democracy Now! - una delle voci indipendenti più interessanti dell’informazione che viene via pacchetti di byte dagli States. “Pioneering the largest public media collaboration” il programma radiofonico condotto e organizzato da Amy Goodman va in onda in 450 stazioni sparse per gli Stati Uniti e, non accettando pubblicità e donazioni da multinazionali o da governi, si fonda interamente sui contributi degli ascoltatori, dei visitatori e delle fondazioni.

Sostieni il manifesto
Ora: proprio il manifesto in queste settimane sta attraversando una crisi economica che potrebbe portare alla chiusura del quotidiano fondato da Pintor, Rossanda e Magri.
E ai lettori e alle persone che hanno a cuore l’indipendenza dell’informazione si rivolgono per risolverla.
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