aprile, 2006

Francamente fausto

aprile 30th, 2006

Francamente fausto
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.
(Piero Calamandrei, “Discorso agli studenti milanesi, 1955)

Bertinotti e Marini.
Due ex sindacalisti come presidenti di Camera e senato: io ne son contento.
Almeno di questo, godiamo un po’.
E così il video qui di seguito è un mio personale e istintivo homenaje agli EffeEffe (come li chiama l’Adinolfi) e ai rappresentanti d’una parte che son diventati di tutti (o così dovrebbe essere visto che la nostra Costituzione è nata dall’antifascismo e dalla Resistenza).

Voce off di Monia + un combattivo poster di Mimmo Manes (Canefantasma studio)
Musica (in CCL) di Paolo Pietrangeli, “Il vestito del Rossini”.

(continua…)

“Tu sai perché muoio”

aprile 28th, 2006

Lettere dei condannati a morte della Resistenza
Perché - è risaputo - il 25 aprile non è solo una ricorrenza.
La liberazione non si può pensarla se non come condizione di partenza.
Penso all’esistenza di Pietro Chiodi, uomo di pace in tempi di guerra: vissuta con la volontà che abbatte le prigioni, il confino, la tortura.
Non è questione di programmi di Godesberg: qui si tratta della forza della ragione assoluta.
Chiamatela libertà.
Nessuna storiografia potrà mai ingabbiarla perché dovrebbe essere la festa di tutti.
Così deve essere, così è.
Buon 25 aprile, vicini al primo maggio.

Sul sito dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia c’è il cortometraggio (11 minuti) “Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana”, di Fausto Fornari, del ‘52. Gratis, in stream. [Via Babsi Jones]

Pubblicitari coraggiosi? Mah…

aprile 15th, 2006

Viene da pensarlo a guardare come sono confezionati gli spot di molti paesi anglosassoni; in realtà è solo il gusto che cambia, non tanto quello dei clienti (polli) ma soprattutto quello dei committenti (lupi). La pubblicità, che non si deve confondere con il marketing (tutto ciò che fa e che è mercato), ha nel suo DNA dei connotati bugiardi e truffaldini: come convincere il consumatore che è meglio consumare un prodotto piuttosto che un altro? Per consumare guardiamo come si presenta il prodotto, se è bello oppure, no, se ispira fiducia il suo pack; un po’ come ormai accade con la politica quando gli elettori si recano al voto, dicendo che “quello è inguardabile”, “Fassino sembra un attaccapanni”, quello è brutto e quello bello, “voto Bertinotti”, “voto Fini” e non, “voto Rifondazione” o “voto AN”.

Aardman Animations

La premessa mi pareva d’obbligo perché Kinobit non è luogo dove si possa parlare a cuor leggero della pubblicità e meno che mai di quella che passa in televisione.

(continua…)