febbraio, 2006

[korsakow syndrom]

febbraio 28th, 2006

[korsakow syndrom]
Avevo bisogno di imbruttirmi. Il bere mi imbruttiva, ma mi dava un’energia insolita, insospettata, un’energia e una sincerità, una sincerità che non aveva uguali, in me. E mi dava la forza per provarci, con la letteratura.

Il mio bere era Lidia che mi aiutava a salire ubriaco le scale.

Quando sono bevuto mi guardo la mano e mi fa un effetto strano, non so più se è la mia, non la riconosco, o meglio, la riconosco ma la vedo in tutta la sua estraneità e indipendenza, come se l’alcol distanziasse il mio spirito dal mio corpo, e io lo vedessi dal di fuori o dal di dentro, ma senza più coinciderci, senza più essere fuso con esso.
(arsenio bravuomo, “il mio bere”)

E’ un assaggio (una sorsatina) d’uno dei racconti che mi piaccion di più dell’arsenio bravuomo e mi piace collegarlo, per topic e per tecnica, con [korsakow syndrom], una tra le opere di non linear narration - o megl’ancora di database narration - di Florian Thalhofer.
(continua…)

USE - Erasing Eminem

febbraio 26th, 2006

USE - Erasing Eminem

[Via GNN-guerrilla news network]

Bel lavoro collettivo quello coordinato e ideato da Franklin Lopez; il fondatore di Submedia.tv si è imbattuto circa un anno fa nei manifesti in I-pod parodia creati dal collettivo visuale dei Forkscrew e ha deciso di perfezionare ulteriormente il mash-up grafico, aggiungendo musica e video.
Così ha scaricato questo spot ad alta risoluzione della Apple - quello che pubblicizza l’IPod in sinergia col video e le musiche di Eminem - e si è messo al lavoro, cancellando frame-by frame, grazie anche alle capacità di Don Clarck, la voce del rapper bianco.
Poi è intervenuto Alex Rambaud dei Black Mona Lisa che di voce ha aggiunto la sua - nasale, in Cypress Hill-style - e Nav/Johnny che ha re-mashato ulkteriormente il tutto. DJM ha curato la parte di audio eengineer: il risultato l’hanno chiamato USE.

USE che è, anche al di là dei meriti tecnici, una strepitosa lezione di stile, di strategia e di collaborazione orizzontale, sul terreno franco e fondamentale della libertà di espressione e di riutilizzo di materiali che sarà il fulcro della discussione dei prossimi anni quando le major e i medi mainstream si troveranno di fronte a una moltitudine di mediattivisti, capaci e pronti a ritinteggiare coi propri colori modelli, contenuti e simbologie nati anche per scopi commerciali, ma ricollocabili e riutilizzabili per scopi anche diametralemente opposti.
Siamo già oltre il fair-use, e siamo ancora nel presente.

Link diretto alla media page di “USE” (da lì scegliete il formato che più v’aggrada tra Quicktime, Flash e Ipod version)

Futurismo fatto in casa

febbraio 24th, 2006

Giocattoli futuristi - Claudio Castelli
Di tanto in tanto è bello parlare di qualche italico talento nel mondo dell’animazione; Claudio Castelli presenta il suo “Giocattoli Futuristi” in questi giorni al festival Imagina di MonteCarlo. Il corto è un omaggio all’immaginario del futurismo, in particolare di Fortunato Depero. La cosa che più è interessante, al di là di della forma, notevole nel riproporre i personaggi di Depero e un’ambientazione suggestiva, è il fatto che questo corto sia autoprodotto, all’interno del proprio computer domestico (per quanto ben attrezzato).

Questo è il link quasi diretto a “Giocattoli Futuristi” (.wmv 22.9 Mb)