Categoria ‘poetic_footage’

Com’è bello il vino…

maggio 2nd, 2007

“Questa vita è corta,
è scritto sulla pelle.”

ciampi
Mentre in Inghilterra infuriavano sesso, droga e rock’n'roll, in Italia, poveracci com’eravamo, contadini e straccioni fino a trent’anni prima, la musica rock veniva chiamata “leggera” e, più che altro, al posto della droga, si beveva vino. Come si era sempre fatto.
In Toscana, poi, di vino ne è sempre scorso a fiumi e, se i fiumi vanno tutti a sfociare in mare, a Livorno si beveva anche di più. Il quartino, in Toscana, non ha ancora perso il suo significato originario e bere non è mai stata una moda, ma quasi un bisogno primario come mangiare, nemmeno adesso che il vino è diventato, sì, di moda. Anche solo trent’anni fa, negli anni settanta, quelli che bevevano il vino non avevano la “r” moscia e il biologico era un’utopia, i solfiti una prassi e l’etanolo una pistola da roulette russa. C’è stato del vino che ti faceva diventare cieco, che ti bucava lo stomaco, che ti si attaccava al respiro peggio del fumo dei focolari sui muri delle cucine. E il vino ne portava via più dell’eroina. Il sessantotto e il settantasette appartenevano ai giovani, anticonformisti, rivoluzionari, antiborghesi, non agli operai e ai contadini che passavano le sere nelle case del popolo o nei baracci di provincia.
(continua…)

poeti a venessia

dicembre 4th, 2006

poeti a venessia Porcaputtana, porcatroia, ho perso il treno, ma sono a venessia.
A Venezia di settembre con l’altri poeti (che si vedon lì a parlare del love poetry! tour e prima che lo facessero nascere)
E son belli questi poeti, anche di notte quando c’è come una camminata dell’arsenio in quei momenti che s’ama il mondo che non vi dovete perdere. Oltre alla saga di Azzalon di quel vulcano-poeta del Guido Catalano, imperdibilissima. E a una poesia recitata con lo sfondo d’un via vai di bancone (che io non conosco l’autore, ma a vederlo leggere e parlare così è bravo).

24 minuti di videodocumentario: dal bibitone causa-ritardo alle bottiglie giganti interrate, diviso in capitoli, “poeti a venessia” è un filmino d’arsenio bravuomo, mio amico propio, e in CCL.

Qui la media page su Archive.org (vari formati) qui via GoogleVideo: vedétevelo!

Un giorno, due giorni - Video racconto

novembre 28th, 2006

Un giorno, due giorni - Hotel MessicoAbbiamo un aspetto malsano. Le nostre orecchie sono piene di cerume. Parliamo a bassa voce e usiamo frasi brevi. Tendiamo ad essere gentili. Tuttavia serbiamo odio.

La mattina torniamo a casa e guardiamo la televisione. Sono le otto e undici minuti. Blocchiamo la trasmissione sul primo canale che invia un segnale pulito e ascoltiamo. Le televisioni pubbliche trasmettono i cartoni animati. Sono per lo più storie banali e poco coinvolgenti con protagonisti rane, topi, lucertole e dinosauri. C’è sempre qualcuno che cerca di mangiare qualcuno. Ci stendiamo sul letto. Regoliamo la temperatura interna con il condizionatore e chiudiamo le finestre. Creiamo il vuoto pneumatico nella stanza. Mettiamo un lenzuolo leggero sopra il petto per evitare l’impatto con l’aria fredda che cade dall’alto. Le nostre dita stanno diventando sottili come le cannucce delle penne bic. Chiudiamo gli occhi.
(Hotel Messico, Un giorno, due giorni)

Voi gli occhi aprìteli perché in questo video racconto le parole del Direttore poggiano su una scia di immagini notturne viste da una macchina che gira per queste strade metropolitane, napoletane e arancioni.
A casa ci aspettano le tagliole sotto al letto: il sonno ci si troverà impigliato per pochi minuti.
Ci risvegliamo. Sono le nove e dodici. Sono le nove e quarantasette. Sono le dieci e undici. Sono le dieci e ventidue.
La voce è del Direttore (le immagini e il montaggio sono di Cattive Inclinazioni?)