Categoria ‘punk_roots’

Who Killed Bambi?

gennaio 11th, 2007

[Via GelatiMotel et Positive Ape Index ]

Russ Meyer - Who Killed Bambi? 1978: s’incontrano Russ Meyer e il punk; il gran signore delle tette e quel truffatore in latex di Malcom McLaren (aiutato nella scrittura da Roger Ebert, già premio Pulitzer, ma non ancora fossilizzato nella Walk of Fame dell’Hollywood Boulevard) producono un giorno e mezzo di riprese per quello che avrebbe dovuto chiamarsi “Who Killed Bambi?”, il primo film ad avere i Sex Pistols come attori principali. Il film non verrà mai completato per l’abbandono del set da parte dei tecnici elettricisti, come segno di protesta verso McLaren che non pagava manco per il cazzo.

“According to Ebert, filming ended after a day and a half when the electricians walked off the set after McLaren proved unable to pay them. (McLaren has claimed that the project actually died at the behest of main financier 20th Century-Fox, under the pretext that “We are in the business of making family entertainment.”
(da: “Russ Meyer: The Father of Softcore Erotica”)

In somma: alla fine il film rimarrà incompiuto, McLaren ne spilletterà il cervo sparato e qualche altro fotogramma in “The Great Rock and Roll Swindle” mentre Meyer - con Ebert ancora alla sceneggiatura - sfornerà il sinuoso e quasi definitivo “Beneath the Valley of the Ultra-Vixens”.
Molto di più e meglio di quanto abbia scritto io potete vederlo incastrato qui sotto, in questa parte di brit-docu uscito un paio d’anni fa: “Russ Meyer: The King of Sexploitation”.
Ci trovate Sting che fa la parte di un autostoppista, (già troppo giovane per essere stato a Woodstock e troppo vecchio per essere punk *) oltre alle interviste, tra gli altri, a Steve Jones che adesso lavora in una radio a Los Angeles e a Kitten Natividad, attrice di culto e ex-fidanzata del nostro King Leer. E un po’ di tette, of course.

(via YouTube trovate i link per vedere l’intero documentario)

Betty23 Filmfest

dicembre 10th, 2006

Dal libretto allegato al dvd “Punx - rabbia e creatività”, p. 45 [su Kinobit se ne parlava qui]
Betty23 FilmFest

“Appena dopo la sua scomparsa un gruppo di amici e persone vicine a Betty “23″ Altomare hanno sentito la necessità di ricordarne la memoria attraverso il progetto di un archivio e di un festival di cinema/video underground a lei dedicato.

Betty23, insegnante, dj e filmmaker indipendente, dai primi anni ottanta fino all’aprile 2004, ha documentato la controcultura milanese, lasciando una raccolta di video di grande importanza che rischia di andare perduta e che si vorrebbe conservare, tutelare e rendere disponibile in forma d’Archivio, in quanto patrimonio di testimonianze e documenti.

L’Archivio non vuole essere solo un progetto legato alla memoria, ma punto di riferimento per le controculture.

(prosegue qui, sul sito ufficiale del Betty23 Filmfest)

Il materiale per la creazione dell’archivio, conservato nella sede della Shake Edizioni Underground, è al momento in fase di organizzazione; i promotori del progetto che stanno acquistando l’attrezzatura per riversare e acquisire i filmati, spiegano anche che
“lo spirito del progetto è quello dell’autogestione, per cui ti invitiamo a sostenerlo concretamente!”

Attraverso la pagina dei link del sito ufficiale si trovano poi:
ciao meraviglia: un sito senza parole, solo musica, foto, video. un tributo a betty 23 (molto, molto bello)

il video “Milano 1984. Tra repressione e ribellione” (.ram in streaming, durata: 19 minuti, via Decoder)
Nel 1984 i punx milanesi alzarono la cresta con una serie di iniziative spettacolari e politiche, tra cui la contestazione al convegno sulle “bande giovanili” e numerose occupazioni a finalità sociale. Questo video del 1984, girato da Betty23 e da lei montato in una notte amfetaminica insieme a Gomma e Philopat, è una buona testimonianza dell’aria che tirava in quei tempi…

Henry Rollins

novembre 6th, 2006

Lo sapete bene che i tatuaggi e i muscoli allenati oggi attirano molto anche i fighetti e i benestanti (i “regolari” - dicevano una volta).
Henry Rollins non fa parte dei due gruppi di sicuro, ma l’apparizione in video (con bicipiti e tattoo in evidenza) gli piace davvero molto.

Rollins Easter Sunday NYC by Albert WatsonE’ del ‘97 questo “Henry Rollins: Easter Sunday in NYC”, documentario di Albert Watson dedicato già nel titolo al cantante dei Black Flag che solleva pesi, monologa in un bianco e nero estremizzato e tagliato in spezzoni da dieci minuti in modo da poter esser visto su YouTube (grazie a d3ad per la scoperta)

Poi.
Su IFC è finita la seconda stagione del The Henry Rollins Show.
“a unique and uncenusred take on pop culture and politics” in cui il nostro ha invitato e intervistato Jeff Bridges, Penelope Spheeris, l’immancabile Ozzy Osbourne, Peaches (the uncensored, gender-bending electroclash artist whose latest album [is] “Impeach My Bush,”).
Tra gli ospiti musicali della seconda stagione ci son stati i Dinosaur Jr., Tom Yorke, Ani Di Franco, i New York Dolls, John Doe, Ben Harper e altri ancora - qui trovate guida agli episodi della seconda stagione.

Infine, forse come contrappasso per tutta ’st’esposizione mediatica.
Henry Rollins e Black Flag in TV Party (via Sugar Jar)
We sit glued to the T.V. set all night
And every night!
Why go into the outside world at all?
It’s a fright!