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Com’è bello il vino…

maggio 2nd, 2007

“Questa vita è corta,
è scritto sulla pelle.”

ciampi
Mentre in Inghilterra infuriavano sesso, droga e rock’n'roll, in Italia, poveracci com’eravamo, contadini e straccioni fino a trent’anni prima, la musica rock veniva chiamata “leggera” e, più che altro, al posto della droga, si beveva vino. Come si era sempre fatto.
In Toscana, poi, di vino ne è sempre scorso a fiumi e, se i fiumi vanno tutti a sfociare in mare, a Livorno si beveva anche di più. Il quartino, in Toscana, non ha ancora perso il suo significato originario e bere non è mai stata una moda, ma quasi un bisogno primario come mangiare, nemmeno adesso che il vino è diventato, sì, di moda. Anche solo trent’anni fa, negli anni settanta, quelli che bevevano il vino non avevano la “r” moscia e il biologico era un’utopia, i solfiti una prassi e l’etanolo una pistola da roulette russa. C’è stato del vino che ti faceva diventare cieco, che ti bucava lo stomaco, che ti si attaccava al respiro peggio del fumo dei focolari sui muri delle cucine. E il vino ne portava via più dell’eroina. Il sessantotto e il settantasette appartenevano ai giovani, anticonformisti, rivoluzionari, antiborghesi, non agli operai e ai contadini che passavano le sere nelle case del popolo o nei baracci di provincia.
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Miserere

aprile 23rd, 2007

Coloro che credono, per favore, s’incazzino con Dio, lo apostrofino malamente e lo scuotano, perché qua va tutto a rotoli, va tutto male e lui ne è responsabile.
Io, per conto mio, bestemmio, ma tanto per me il cielo è vuoto e non ci sono paradisi in cui salire, urla al vento, inascoltate.

miserere
Mi viene da pensare questo quando guardo il videoclip Miserere di Canio Loguercio e Antonello Matarazzo, immagini per una litania napoletana il cui significato riesco solo ad intuire. Il corto in questione è bellissimo, in giro da un paio di anni tra festival e concerti del musicante Loguercio: una nera processione di persone in carrozzella, guidati da un maestro di cerimonia claudicante e nerovestito. Ambientazione l’area industriale dismessa di Bagnoli e gli impianti eolici, inserti emozionanti della tromba di Paolo Fresu e della voce di Maria Pia De Vito.
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L’anniversario di un font

aprile 17th, 2007

Helvetica, Berlino
Avete mai pensato di festeggiare l’anniversario di nascita di un font?
Si, proprio di un carattere da stampa.
In un mondo alieno all’Italia questo succede e lo si fa realizzando un documentario sul font in questione, con le interviste ai designer che lo usano e lo amano, proprio come se si dovesse celebrare una persona in carne ed ossa.
Il font in questione è l’Helvetica, famosissimo, salito alla statura di classico della tipografia moderna: un carattere senza grazie che ispira modernità e rigore. (continua…)