Compelle entrare – la luce si fa vivendo

“Il dubbio, l’incostanza, l’ignoranza, l’inconseguenza non costituiscono uno stato alterato, ma il solo stato possibile, non esiste l’essere innato che avrebbe infusa la luce, la luce si fa vivendo..”

Le immagini l’avevo girate quasi tre anni fa: era luglio e in quelle stanzacce abbandonate ci si entrò di nascosto io, Oscar, Franco e Flavia – amici che divennero attori – e Filippo ZanzaPictures che lì dentro scattò delle foto efficaci e profonde come un’intramuscolare.
Lì dentro – dove altri furon costretti a entrare prima che Basaglia vincesse la sua battaglia – erano e ancora sono gli stanzoni di un padiglione dell’ex manicomio di Volterra.
Compelle entrare - la luce si fa vivendo - Photo by Filippo Tenerani

La storia – o lo straccio di soggetto – che ci sorresse nelle riprese e negli scatti l’avevo abbozzato nell’ascolto continuo di A Wolf At The Door.
Il montaggio era pronto da qualche mese – montaggio che poi ha avuto la fortuna di comprendere la voce della companera Babsi e l’animazione e la foto del Ginoperso che andò su a Milano a vedere come era la camera dove ellettroscioccarono per cinquantuno volte Artaud.

Perché di Antonin alla fine si parla o si cerca di farlo, compatibilmente con la mia estetica videocammérica e disgraziata e ciò che è stato per un campagnolo come me scoprire la crudeltà di sapersi soli a fronteggiare i propri desideri e poi la morte.

Altri doverosi e più completi credits:
le musiche sono di _ghost (Dub Philosophy (Mad _ghost mix)) e di Ztheory (Cyrano Love Theme) – in CC License via CCMixter.org

Il testo – sapientemente letto da Babsi e che in parte fa da intro a questo post – è tratto da Antonin Artaud, Pour les analphabètes, Stampa Alternativa, 1euro.

Gli interpreti di “Compelle entrare”:
Francesco “Oscar” Dolcimascolo – l’infermiere
Franco Gallicchio – l’internato
Flavia Guidotti – la bambola di pezza

La foto che vedete qui sopra è di Filippo ZanzaPictures Tenerani.

(Grazie, grazie davvero a tutti voi, voi lo sapete)

6 thoughts on “Compelle entrare – la luce si fa vivendo”

  1. complimenti un lavoro di rara efficacia, mi ricorda i primi spettacoli di Tiezzi Lombardi

  2. cazzo maxi, non riesco a vederlo (non capisco perche) ma l’ introduzione è degna della tua fama. un solo rimpianto… purtroppo la lontananza non ci permette di fare altre cose insieme. ciao zanza

  3. Bello, son contento d’aver dato una piccola mano e soprattutto lo stimolo a farlo e a non farti lasciare, MassiStrel’, quel video nei cassetti polverosi del canterale della tua officina.
    E anche gli out-takes non sono niente male…

    Una precisazione doverosa: la foto non è mia, ma è stata presa dal sito della mostra di Milano su Artaud.

  4. @HiddenSide:
    eh, magari, Eugenio.
    Dei Magazzini forse c’è assonanza per via della radice toscana comune. O per il fatto che nacquero nel 1971 – e io son del ’70. Ma c’è ancora molto da fare prima di arrivare a “Genet a Tangeri” di cui so qualcosa solo perché ne scrisse Tondelli. Grazie del supporto.

    @Babsi: anch’io, davvero anch’io perché siamo riusciti a collaborare nello spazio e nel tempo. E poi: magnificamente in tema e evocativa anche la cover su Flickr!!

    @Filippo: credo sia un problema di Quicktime: dovresti aggiornarlo all’ultima versione. Però è anche un po’ colpa mia che esporto sempre e solo in .mov, pur sapendo che la maggior parte delle persone usa Windows e i formati MS. E infine: mai dire mai ;)

    @Ginoperso: giustissima precisazione, Ale. Aggiungo qui che l’animazione finale (tua) si avvale della voce originale di Artaud grazie all’archivio sonoro di Ubu.com.

    In somma: insieme si può fare!

  5. :) il ricordare significa anche assonanza di temi e suggestioni … mica vi ho nominati sul campo fondatori della nuova transavanguardia ;)

    credimi io Il carrozzone l’ho visto a teatro … teatro poi … era un garage di Torre del Greco … la prima volta li ho visti con Visioni di Porto Said … ovviamente non c’è paragone tra uno spettacolo teatrale ed un clip sul web … ma avete punti in comune con quel periodo … nella iterazione dei gesti per creare la tensione emotiva ad esempio … negli scambi di ruolo …

    chi sa se c’è materiale filmico su quel periodo … leggerne sui libri non può dare l’idea di cosa fosse quel teatro

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