Web designer puri e duri

Interessante come i migliori webdesigner/flasher del 2001 siano diventati dopo 5 anni tutti artisti puri, i nuovi Matthew Barney in multisupporto.
(Flamingxpxl)*

The Creston Cycle 2 - Matthew BarneyDi più: alcuni riescono a introdursi nel mercato dei grandi brand con passo scalzo ma assassino.
Matthew Barney lo fa tramite la Good Year mentre il punk designer Joshua Davis – altro talento storico del web dez che inizia le sue giornate ascoltando “Refused Are Fucking Dead” – crea applicazioni grafiche e magìe per la Z4 della BMW.
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C’era la neve a Minsk

C’era la neve e non era AlexanderPlatz.
Infatti si chiama d’Ottobre la piazza di Minsk dove la polizia ha sgomberato senza troppi scrupoli gli studenti e i cittadini che contestavano la regolarità delle ultime elezioni bielorusse.
Minsk Protest
Lo aveva fatto anche l’OSCE – che successivamente ha anche condannato il modo in cui sono stati trattati i giornalisti di molti paesi (from Canada, the Czech Republic, France, Georgia, Russia, Poland, Ukraine and the United States ) arrestati e puniti anche con 15 giorni di detenzione.
Leggo di altre cariche della polizia sui cittadini in corteo e cerco altre notizie: via Notizie Radicali trovo un articolo del Corriere che sulla situazione bielorussa mette a confronto le riflessioni e gli scritti di Gabriele Polo, Piero Sansonetti, Emma Bonino e Giulietto Chiesa.
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SLOI Machine

[Via 100anniCGIL]

Sloi Machine
SLOI Machine, lo spettacolo di Andrea Brunello e Michela Marelli, è in scena al Teatro alla Cartiera di Rovereto (31 marzo e 1 aprile).

Siamo andati avanti con l’amianto nei polmoni e il petrolchimico nelle vene di molta classe operaia.
Il carretto della storia continua a scricchiolare sulle ossa di milioni di cadaveri (Engels reloaded, senza vergogna alcuna): ennesima riprova dello sviluppo economico e del progresso generale confusi ad arte da chi non va oltre il proprio guadagno.
Per una volta si è riusciti a evitare il costo intero.
Gli sconti sono una paterna elargizione, camuffata da rinuncia al profitto.
La salute non ammette saldi di fine stagione.
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Punk Roots #2 Iggy Pop

Ma perché tu sei contento d’essere famoso?
A me non me ne frega niente.
Gli altri possono fare ciò che vogliono mentre io porto avanti le mie performance.
Ma lei capisce di che cosa sto parlando?

Iggy Pop Interview, CBC 1970
Tratte da un talk show della tv canadese CBC, anno 1977, sono le parole di Iggy Pop, ospite di Peter Gzowski.
Il punk rocker si dimentica il nome del giornalista, si pulisce le unghie, prova un paio di volte a appicciarsi una sigaretta, si rivolge al pubblico in studio, ignorando volutamente l’anchorman.
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Llamame Lola 2005

Llamame Lola 2005

Sono 3.89 Gb di video.
E nel dettaglio:
68 corti di animazioni in computer graphics (1.80 Gb.)
137 spot pubblicitari (987 Mb.)
16 cortometraggi (319 Mb)
31 videoclip (781 Mb)

Un bel torrente di immagini quelle che ci offrono i sempre attenti amici di Llamame Lola: una raccolta da scaricare (via BitTorrent) e conservare in DVD di tutto il materiale video da loro recensito e segnalato nel 2005. Tutto al meraviglioso prezzo di 0 €.
La vista è il più subdolo dei sensi – mi sembra lo dicesse Cartesio – e imbrigliarla in un archivio può essere utile anche solo per fare un dispetto al filosofo.
Grazie a Razorbuzz e soci, seminatori di senso critico senza perdere l’ironia.

Link diretto alla media page del materiale video (due mirror a disposizione)

Licenziamento d’un poeta slam

[via WMFU’s Beware of the Blog]
Big Poppa E - Slam Poet

Lui si chiama Erik Ott; era da circa un anno un dipendente (sales support agent) della Apple, nonchè slam poet sotto il nick di Big Poppa E.
Succede che al meeting annuale che la società di Cupertino organizza per i propri dipendenti (the annual Apple employee’s talent show) partecipa anche Erik e il suo capo, una donna che lo sa appassionato, attivissimo e capace slam poet,* lo incoraggia a salire sul palco.
Erik accetta e imbastisce una simpatica quanto scherzosa ode per una collega della Fed Ex che lui racconta di corteggiare al telefono durante il lavoro, dicendo di lasciare in attesa i sacri clienti Apple. Era uno scherzo, un’esagerazione, una licenza poetica, tanto che il vicepresidente della Apple, presente allo show, sembra molto divertito dalla performance.
Due giorni dopo Erik viene licenziato.
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Vlog della silviocratura

Quando c Io sono il perseguitato del mondo occidentale, dice Silviodoro I. Peccato che il Guardian non la pensi esattamente così. Ma e’ colpa dei comunisti: lo dice anche Riina, una garanzia. I comunisti, potere occulto, parallelo ed illegale che in Italia detengono l’assoluto controllo “delle le scuole superiori, delle università, di giornali radio e televisioni, della magistratura, delle procure, del Consiglio di Stato, e della Corte Costituzionale”. E qui Silviodoro I si ferma “per carità di patria”: Gisa OpenVlog è un vlog-blob che di queste chicche berlusconiane ne contiene ben 48, in aggiornamento costante, videoperle tutte da conservare per ricordare com’era quando c’era Silvio.

Link al vlog
Link al blob “Comunisti potere occulto” & Riina

Monodramas

Stan Douglas, Monodrama

Stan Douglas utilizza le forme di intrattenimento più popolari (e, da Gramsci in poi, se non capite, son affar vostri) per destabilizzare la tecnica narrativa che vorrebbe dipingerci la società come un blocco omogeneo, con una storia e dei desideri ufficiali e unici, fuori dai quali non esiste niente di buono.

Così funzionano i Monodramas di Stan Douglas: opere brevissime (dai 30 secondi al minuto) che s’insinuano sullo schermo della tv, interrompendo il flusso omogeneo delle immagini dei palinsensti che vorrebbero convincerci dell’unicità della realtà.
Sono interruzioni che irrompono sullo schermo (le opere sono state pensate sia per quello grande che quello piccolo) portando con sé elementi e approcci di classe e di razza che di solito son tenuti fuori dalle inquadrature.
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Punk Roots #1 The Exploited

The Exploited, “Chaos is my life”

The Expolited, Fuck The System
No future no future
No future at all
No money no job
You’ve got fuck all
[Chorus]
Chaos is my life
Chaos is my life
Chaos is my life

Ecco, non è ch’io voglia parlar della Francia e della precarietà,
mica voglio dire del futuro che gli cancellan davanti
ai liceali, agli studenti,
a quelli disoccupati da un pezzo e a quelli che un lavoro decente non l’hanno provato mai.
Mica volevo evocare il loro enorme no
volevo solo parlare di punk.
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