[korsakow syndrom]

[korsakow syndrom]
Avevo bisogno di imbruttirmi. Il bere mi imbruttiva, ma mi dava un’energia insolita, insospettata, un’energia e una sincerità, una sincerità che non aveva uguali, in me. E mi dava la forza per provarci, con la letteratura.

Il mio bere era Lidia che mi aiutava a salire ubriaco le scale.

Quando sono bevuto mi guardo la mano e mi fa un effetto strano, non so più se è la mia, non la riconosco, o meglio, la riconosco ma la vedo in tutta la sua estraneità e indipendenza, come se l’alcol distanziasse il mio spirito dal mio corpo, e io lo vedessi dal di fuori o dal di dentro, ma senza più coinciderci, senza più essere fuso con esso.
(arsenio bravuomo, “il mio bere”)

E’ un assaggio (una sorsatina) d’uno dei racconti che mi piaccion di più dell’arsenio bravuomo e mi piace collegarlo, per topic e per tecnica, con [korsakow syndrom], una tra le opere di non linear narration – o megl’ancora di database narration – di Florian Thalhofer.
Read more

USE – Erasing Eminem

USE - Erasing Eminem

[Via GNN-guerrilla news network]

Bel lavoro collettivo quello coordinato e ideato da Franklin Lopez; il fondatore di Submedia.tv si è imbattuto circa un anno fa nei manifesti in I-pod parodia creati dal collettivo visuale dei Forkscrew e ha deciso di perfezionare ulteriormente il mash-up grafico, aggiungendo musica e video.
Così ha scaricato questo spot ad alta risoluzione della Apple – quello che pubblicizza l’IPod in sinergia col video e le musiche di Eminem – e si è messo al lavoro, cancellando frame-by frame, grazie anche alle capacità di Don Clarck, la voce del rapper bianco.
Poi è intervenuto Alex Rambaud dei Black Mona Lisa che di voce ha aggiunto la sua – nasale, in Cypress Hill-style – e Nav/Johnny che ha re-mashato ulkteriormente il tutto. DJM ha curato la parte di audio eengineer: il risultato l’hanno chiamato USE.

USE che è, anche al di là dei meriti tecnici, una strepitosa lezione di stile, di strategia e di collaborazione orizzontale, sul terreno franco e fondamentale della libertà di espressione e di riutilizzo di materiali che sarà il fulcro della discussione dei prossimi anni quando le major e i medi mainstream si troveranno di fronte a una moltitudine di mediattivisti, capaci e pronti a ritinteggiare coi propri colori modelli, contenuti e simbologie nati anche per scopi commerciali, ma ricollocabili e riutilizzabili per scopi anche diametralemente opposti.
Siamo già oltre il fair-use, e siamo ancora nel presente.

Link diretto alla media page di “USE” (da lì scegliete il formato che più v’aggrada tra Quicktime, Flash e Ipod version)

Futurismo fatto in casa

Giocattoli futuristi - Claudio Castelli
Di tanto in tanto è bello parlare di qualche italico talento nel mondo dell’animazione; Claudio Castelli presenta il suo “Giocattoli Futuristi” in questi giorni al festival Imagina di MonteCarlo. Il corto è un omaggio all’immaginario del futurismo, in particolare di Fortunato Depero. La cosa che più è interessante, al di là di della forma, notevole nel riproporre i personaggi di Depero e un’ambientazione suggestiva, è il fatto che questo corto sia autoprodotto, all’interno del proprio computer domestico (per quanto ben attrezzato).

Questo è il link quasi diretto a “Giocattoli Futuristi” (.wmv 22.9 Mb)

Grifi!

[Via Cinecittà news]

… era ancora più evidente l’ideologia guerrafondaia di quei western, lasciando tutte le attese e le inquietudini del cow-boy che prende eternamente la mira; ci incrociavamo contro-campi da film diversi, introducevamo controcampi sbagliati, e costruivamo altre storie, anche: per esempio il cambiamento di sesso di Eddie Spanier. Mescolammo le lotte corpo a corpo dei pellerossa contro i soldati della cavalleria yankee, dei Sik rivoltosi contro le sentinelle dell’esercito inglese; gli aggressori (scuri di pelle) saltavano addosso alle loro vittime (visi pallidi) agguantandole per le terga…
Grifi! 23 e 24 febbraio, ore 20,30 allâ��Apollo 11, Roma le coppie si rotolavano convulsamente nella sabbia degli accampamenti nel deserto dell’Arizona o nelle praterie del Colorado finché qualche commilitone “dei nostri” interveniva per salvare il sottomesso con un colpo di Winchester o di una Colt… Poi intrecciammo queste scene col compagno d’armi di Eddie Spanier interrogato sul lettino operatorio, che fa vedere agli ufficiali una foto in cui è abbracciato cameratescamente a Eddie sorridendo al fotografo e confessa con un filo di voce: “abbiamo fatto la guerra insieme, ci siamo sposati da due mesi, nessuno lo sa, nessuno lo sa…” Così, attraverso questi slittamenti di montaggio, facevamo emergere le pulsioni che quei film rimuovevano: la temutissima omosessualità maschile di quegli eroi muscolosi, virili e maccartisti, allevati a latte e bistecche; i nipoti dei pionieri che avevano ripulito l’America dai pellerossa e che avevano a loro volta “salvato” la Corea dai comunisti e il mondo dai giapponesi con le bombe di Hiroshima e Nagasaki…”

(Alberto Grifi, pittore, regista, cameraman, fonico, attore, fotografo pubblicitario di aereoplani, autore di dispositivi video-cinematografici come il “vidigrafo”, parlando del suo film “La verifica incerta”)
Read more

The Church of Emacs: Richard Stallman

Richard Stallman
Alle tante chiese che si fronteggiano, anche a colpi di morti, in questi giorni, io preferisco di gran lunga quella di Emacs.
Ne è umile sacerdote il laico e libertario Richard Stallman, il genio più refrattario alle canonizzazioni e al pensiero unico – religioso o politico o informatico che sia.

Sentite le campane che suonano?
“Benedico i vostri computer, figlioli…”
Fate un salto su Tele|blogo: oggi Stallman lo vedete lì.

Prima, se n’avete voglia, leggete ‘ste quattro righe sotto:
“Se si vietasse di dubitare della filosofia di Newton, gli esseri umani non potrebbero sentirsi così certi della sua verità così come lo sono. Le nostre convinzioni più giustificate non riposano su altra salvaguardia che un invito permanente a tutto il mondo a dimostrarle infondate”
Così scriveva John Stuart Mill nel 1859, quando quella di Newton era la scienza per antonomasia.
(tratto da “Di nessuna chiesa – La libertà del laico” di Giulio Giorello)

Link diretto alla media page (.mov, 39.6 Mb, durata: 5 minuti e 47 secondi)

Firefox Flicks Ad Contest

Firefox Flicks Ad Contest
Lo sapete: qui da Kinobit vi si consiglia di navigare con Firefox.
Se poi volete contribuire a diffondere il browser Mozilla-based, avete tempo fino al 31 marzo per partecipare al Firefox Flicks Ad Contest, il concorso organizzato “to spread the.. fox” aperto a video (anche d’animazione) di 30 secondi che riescano a valorizzare e far sapere che, tra le molte altre cose, il web è ormai così importante per un considerevole numero di persone che non si può lasciare che una sola società (indovinate quale…) decida come e con quale browser approcciare la Rete.

Nella sezione Creative Brief del sito ufficiale del concorso trovate altre indicazioni che possono esservi d’aiuto nella creazione del concept del vostro video; ci trovate anche le faq, la giuria e .. i premi.
Non poteva mancare il blog, denominato “Firefox Backstage”: un dietro la quinte utilissimo anche per chi è interessato a seguire una campagna pubblicitaria sul web che basa la sua forza maggiore sul coinvolgimento attivo del suo target.
Proprio come si diceva un paio di post sotto.
Firefox Flicks Ad Contest: fama a fortuna vi attendono; poi, se già non lo usate, ci guadagnate un browser più sicuro, facile da usare e altamente personalizzabile.

Infine: potete anche partecipare alla diffusione di Firefox diventandone “Testimonial” : di fronte all’occhio semplice d’una webcam potete spendere due parole per spiegare perché secondo voi Firefox è meglio.

Link diretto alla resource page dei video arrivati fino ad oggi (ce ne sono già due dall’Italia) e dalla quale potete anche registrare il vostro video di testimonial direttamente online – basta che abbiate una webcam o una videocamera da attaccare al vostro computer> in alto a destra trovate il link “Record video”.

Learning by Doing

Free Vlog
“La cultura vera, quella che ancora non ha posseduto nessun uomo, è fatta di due cose: appartenere alla massa e possedere la parola. Una scuola che seleziona distrugge la cultura. Ai poveri toglie il mezzo di espressione. Ai ricchi toglie la conoscenza delle cose.”
(Scuola di Barbiana, “Lettera a una professoressa“, Firenze, 1967)

Un media è nelle condizioni di sviluppo ottimale quando i suoi utenti, adoperandolo, ne propagano l’uso attivo.
E questo succede anche grazie ai videoblog, ai weblog, alle fanzine e alle riviste online, grazie ai siti dei collettivi più politicizzati come alle stanzette velate di gif.animate d’un quindicenne nascosto, grazie alla caffeina incessante degli sviluppatori dell’open source e ai ragni anfetaminici dei motori di ricerca e delle scorribande informatiche.
Sì, il postfordismo è finito da un pezzo e noi stiamo* dondolando nella società delle reti; e saremmo al terzo stadio, quello in cui i fruitori hanno acquisito la tecnologia tramite il learning by doing e hanno finito per riconfigurare le reti e scoprire nuove applicazioni – così l’ha descritto quell’ottimista imbelle che è Manuel Castells.
Read more

11/09/2001

Mio fratello che c’ha un paio di controcoglioni grandi tanto, oltre ad una testina fine, mi propone un video sul 11/9/2001 [via arcoiris.tv]. Da vedere, giusto per rendersi conto delle stronzate che ci fanno bere tutti i giorni.

Link diretto al video [è lungo ma ne vale la pena]

Denuncia et impera?

[Via Babsi Jones – via l’Unità]

Josh Wolf Grand Jury
Succede in Italia: il capostruttura di Raidue Gigi Moncalvo – ex direttore de “La Padania” – denuncia due blogger per diffamazione a mezzo sistema informatico (violazione art. 595 C.P. 3° comma): si tratta di Anna Setari di solotesto e nick de “iltubocanonico” – rubrica interna a TVblog.it; i due, sui rispettivi blog, avevano scritto due post riguardo alla trasmissione televisiva che Moncalvo conduce su RaiDue, criticandola anche sarcasticamente, ma senza offese o insulti.
La trasmissione si chiama “Confronti” e una delle particolarità è che Moncalvo – così leggo perché non l’ho mai vista – apre e chiude le puntate facendosi il segno della croce.

Succede negli Stati Uniti: un vlogger riprende una manifestazione di protesta a San Francisco (l’8 luglio scorso) durante la quale un poliziotto rimane ferito.
Il vlogger in questione si chiama Josh “Insurgent” Wolf e posta il video sul suo vlog ” The Revolution Will Be Televised , adottando questa licenza CCL: succede che anche le major news usano il filmato del vlogger californiano che, a questo punto, gli manda il conto. Circa negli stessi giorni entra in campo l’FBI.
Read more