Bugiardo, ma non si può dire

Calì
Gli censurano il video di promozione del nuovo disco perché dà del bugiardo – nemmeno direttamente – a Jacques Chirac e a Dominique de Villepin che avevano promesso che avrebbero ridotto la diseguaglianza sociale in …cento giorni.
L’album che uscirà il 4 ottobre prossimo si chiama “Menteur”, il cantante in questione è Calì – che c’ha pure il blog e non perde il buon umore: in un altro promo dice d’aver fatto l’amore con Mick Jagger tre volte.
Menteur.

Quelli di Les Inrockuptibles ospitano in esclusiva sul loro sito la clip bloccata dal Bureau de Vérification de la Publicité.
Potrebb’essere anche una furba trovata di marketing, ma c’è da apprezzarne il coraggio.
Auguriamogli la stessa popolarità e qualità di “Hail to the Thief”.

Link alla pagina del video (file .rm)

Andy Dick spiega i bushismi.

Harlan McCraney
Chi legge Internazionale li trova nella terz’ultima pagina in alto a destra: sono le stronzate che escono di bocca a Bush ogni volta che salta un nesso logico, storpia una parola, ne usa alcune ridicolmente inappropriate, inciampa nel totale nonsense o se ne sta proprio zitto sbattendo le palpebre velocemente.
Si chiamano “bushismi”.

Davide di Boardingnow – videomaker di cui si riparlerà a breve – m’ha segnalato una clip tratta dal Comedy Central’s Last Laugh 2004 in cui scopriamo chi è lo spin-doctor dell’uomo che, tra le molte altre, ha detto:

” Il miglior posto perché le cose siano fatte è da parte di qualcuno che passa del tempo a investigarle”
(George W. Bush a proposito dell’indagine sulla fuga di notizie che ha reso pubblica l’identità dell’agente della CIA Valerie Plame.)
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Bento Productions

Robin Brown \"Fleeting\"
Certo che se nelle note di presentazione d’un cortometraggio il regista – che nel nostro caso è anche l’attore protagonista, lo sceneggiatore e il montatore – ti dice esplicitamente che s’è ispirato all’espressionismo tedesco e alla nouvelle vague francese, t’aspetti qualcosa di veramente ben fatto.
Poi lo guardi e ammetti che è così: anche se lo vedi in un rettangolo di 320×240 pixel, qualcosa di Murnau e di Truffaut in questo corto di Robin Brown c’è davvero.
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“Occidente per principianti” – Intervista a Nicola Lagioia #2

Scanno - Guido Calogero, filosofo antifascista
Un tipo di società che non sia più supportata da un’ideologia ma che si basi unicamente – tautologicamente – su se stessa è destinata a sopravvivere solo ferocemente.
Forse potrebb’essere peggio, certo più sottile e subdola, delle vecchie/ novecentesche ideologie.
Ipotesi agghiacciante quella del film-maker Mario Materia – sgangherato Ed Wood romano, nonché personaggio precario di “Occidente per principianti.”
Così mi diceva Nicola Lagioia in questa seconda parte di video-intervista.
Ancora a Scanno, proprio vicino alla lapide che ricorda il filosofo antifascista Guido Calogero “negli anni del confino e della lotta”
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CrimethInc: giorni di guerra, notti d’amore.

CrimethInc
Se non conoscete quelli di CrimethInc, difficilmente avrete letto “Days of War, Nights of Love” che del geniale collettivo apolide è il migliore dei libri scritti fino ad adesso.

L’influenza e la potenza di “Giorni di guerra, notti d’amore” è stata tale che molti videomaker e mediattivisti hanno preso ispirazione dal Crimethink for Beginners – sottotitolo niccian-bunkeriano dell’opera – creando dei cortometraggi che vale veramente la pena di vedere.
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Brand e uragani

coBRANDiT
(via Guerrillamarketing.it)

Di chi è il marchio?
Dei consumatori.
Una rivoluzione copernicana, trontiana; sono i consumatori il motore del mercato, non il capitale.
Se il marchio appartiene ai consumatori, perché son loro che lo fanno vivere parlando e acquistando il prodotto marchiato, allora che si riapproprino (esortativo) anche visivamentedell’esperienza che ne hanno avuto .
Il risultato lo vedete sul sito di coBRANDiT, l’agenzia che ha invitato gli utenti a spedire brevi video che testimonino liberamente la loro – come si dice..? – customer/brand experience.
Se avete voglia di contribuire, vi danno pure 100 dollari.
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Quel John Ford

The Battle of Midway
Solo i grandi film possono permettersi di intitolarsi con l’ultima frase pronunciata nel film stesso. Poi l’ammetto subito: scrivo queste cose perché oggi ho rivisto “L’uomo che uccise Liberty Valance” di John Ford.

Un mio amico che purtroppo non c’è più e che ha fatto l’attore anche con Jean-Marie Straub mi raccontava che una tra le opere più apprezzate del mai domo e militantissimo regista di “Operai e contadini” è proprio “Ombre rosse”.
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